Il blog, il vostro Festival

E' una delle novità di questa settima edizione, un blog che tenta di rappresentare la voce del popolo arancione durante i quattro giorni del Festival.

Uno spazio nel quale trovare news in tempo reale, curiosità dell'ultim'ora e alla sera, il meglio della giornata, le sensazioni, le opinioni, le attese per il giorno seguente. E poi ancora, interviste, indiscrezioni e... speriamo anche in qualche scoop, grazie al vostro contributo.

L'importante è dare a tutti voi la possibilità di COMUNICARE, l'importante è conoscere il VOSTRO Festival!

Trento vi attende e vi attende in qualità di ospiti PROTAGONISTI: porterete a casa molto di quello che verrà detto durante gli eventi che animeranno il Festival, respirerete, accanto all'atmosfera "intellettuale", un clima di condivisione e di divertimento.

Riceverete molto, perché non dare? I vostri pensieri, i vostri contributi, saranno preziosi. Con franchezza, ma anche con rispetto.

Così, il Festival dell'Economia sarà il VOSTRO Festival. Vi aspettiamo qui.

 

Commenti: 12

Commenti

Non vedo l'ora di

#1
Ritratto di Sarah

Non vedo l'ora di partecipare. E' il mio primo festival, sono una studentessa al primo anno di economia e saro' a Trento con alcuni miei compagni di corso e con due professori. Durante il festival, mi piacerebbe scrivere qui le mie, le nostre impressioni.... mi sembra che sia il posto giusto, no? Il blog e' stata un'ottima idea per coinvolgere le persone "comuni"' per farle sentire protagoniste di un evento che in fondo, e' nato dedicato a loro. Grazie! Ci vediamo a Trento. Sarah & co. Milano

Vi aspettiamo!

#2
Ritratto di Lo Scoiattolo

Vi aspettiamo!

Un racconto sul tema del Festival

#3
Ritratto di Gerardo Magaldi

I-pazia è una studentessa di biologia. Ha deciso che da grande non vuole avere bambini perché è sconfortata dal degrado della nostra società.

“No. Io non voglio mettere al mondo bambini quando sarò grande. Mi sentirei troppo in colpa nel aver dato alla luce un figlio ed offrirgli questo mondo. E’ come quando ricevi un regalo che proprio non ti piace. Se è un regalo, deve essere bello, altrimenti che regalo è?” - dice I-pazia, sancendo l’inizio del Simposio e catapultando gli occhi dei presenti su di lei. Nella sala cade il silenzio. Le coppe di vino si fermano a mezz’aria. Tutti prendono posto nella discussione. In punta di piedi. E con le orecchie aguzze.
“Sei troppo pessimista!”- sancisce Cassandra. “Mondo è stato e mondo sarà! Non puoi guardare alla società come se fosse uno spettro nero. Hai forse paura di non essere in grado di mantenere i tuoi figli economicamente e soddisfare tutti i loro bisogni?”
“No, Cassandra. Non è per quello. So che lavorando dignitosamente ogni giorno, potrei garantire loro tutto ciò di cui hanno bisogno. Non mi spaventa. Da buon genitore, sarei io disposto a sostenere dei sacrifici piuttosto che far mancare qualcosa ai miei figli. Ho paura di questa società. Ecco. Si. Ho paura di questa <>. Io non voglio essere colpevole di un misfatto così atroce: se fossi un bambino citerei in giudizio i miei genitori per essere colpevoli del baratro in cui ci hanno condotto. Siccome io, studentessa ventenne ormai, mi sento come un groviglio di alghe in un mare sporco, non vorrei che ai miei figli succedesse lo stesso.” – chiosa I-pazia, soddisfatta della similitudine evocativa che ha utilizzato nel suo intervento. Un groviglio di alghe in un mare sporco.
“Orsù, ragazze – interrompe Demostene – spetterà a noi, allorquando avremo il dono di essere genitori, di dare un’educazione ai nostri figli. Spetterà a noi indicargli la strada. Saremo noi il faro che illuminerà i loro approdi.” – Conclude, muovendo le mani nel cielo, quasi fosse un oratore di professione.
“No, forse non mi sono spiegata bene.” – puntualizza I-pazia. “Io non temo il mio ruolo di genitore, sono sicura che qualsiasi azione io intraprenderò per educare i miei figli alla Bellezza, non sarà recepita da loro, perché i modelli educativi prevalenti sono altri. Sarebbe come parlare a dei sordi.” – C’è brusio in sala, qualcuno si sente leso. E non solo per aver perso l’udito. “Io vorrei un mondo che fosse perfetto come le costellazioni, con dei ritmi precisi, delle cadenze definite. Un mondo che faccia sorgere il sole dopo ogni notte scura. E vorrei che i miei figli si muovessero con la stessa Armonia con cui i pianeti si muovono nell’Universo.”
Aristotele non ne può più. Si agita sulla sedia perché vuole parlare. E’ da sempre contrario alla misoginia, ma questa I-pazia ha troppe stelline che le girano intorno al capo. Come in un cartone animato della sera. “I-pazia cara: non puoi tartassarti di inutili viaggi mentali. Il mondo è un sistema chiuso e tutto quello a cui miri è solo un’aspirazione. Un’idea. Non puoi mirare a raggiungere la perfezione. Devi capire che il mondo è un mare sporco e sentirti a tuo agio, senza altre aspettative. Mettiti una crema protettiva e tuffati.”- Dice questo avvocato del foro milanese, poggiando la sua ultima tartina sul tavolo.
“Caro Aristotele, pecchi di lassismo e qualunquismo. – interrompe Euripide. “Non condivido la tua apatia. Mi sembra di parlare con la tua pancia che sembra si rifiuti di digerire. E’ vero, I-pazia aspira pure ad un mondo ideale, ma è proprio quell’aspirazione che muove il mondo. D’altronde conosci l’etimologia di “Desiderio”? Deriva proprio da ‘De sidera’, ossia ‘cose riguardo alle stelle’. Se questo mondo fosse privo di passioni e desideri, beh, allora non avrebbe più senso. Io, piuttosto, rintraccerei la causa di questa <> nell’assenza di interazione inter-generazionale. I bambini non vivono più con i nonni. La saggezza acquisita con gli anni non viene più trasmessa a chi vive solo di curiosità ed entusiasmo.” Gli occhi dei convenuti iniziano a brillare. C’è stupore e meraviglia in sala.
Socrate si fa avanti. Prende il centro della discussione. “Ragazzi, io credo che i figli non ci appartengano. Anzi, piuttosto, appartengono alla voglia della vita di rigenerarsi e di auto-prodursi. Dunque, non dobbiamo in alcun modo essere egoisti. La famiglia, purtroppo, è il primo nucleo di egoismo della società, perché ogni genitore vuole che il proprio figlio sia migliore degli altri. E’ un concetto sbagliato. I figli non sono di nostra proprietà. Dunque, I-pazia, le tue perplessità non hanno motivo di esistere. E’ vero, poi, che ogni genitore deve educare i figli alla Bellezza, proprio iniziando a considerare la Bruttezza di questo mondo. E’ altresì vero che i nipoti dovrebbero stare più con i nonni ed i nonni più con i nipoti. Ma è soprattutto vero che questa Società dipende da noi. Dalle scelte che facciamo ogni giorno. Anche tra un McDonald e un piatto di verdure. Quindi, meno lassismo, vi prego! Tuffatevi si in questo mare, ma per togliere via tutte le alghe!” Scoppia l’applauso in sala. Quasi tutti condividono quello che Socrate ha detto. Non a caso, studia Filosofia in una scuola prestigiosa.
I-pazia ha recepito il messaggio. Passerà dall’ufficio anagrafe per correggere la sillabazione del suo nome. Non le piace quella ‘I’ staccata da tutto il resto. Lei vuole essere Ipazia. Tutt’una parola. Ha deciso che da grande avrà tanti bambini ed aprirà un’impresa sociale in cui vecchi e giovani potranno incontrarsi e prendere gli uni qualcosa degli altri. Ed entrambi potranno distribuire quanto appreso alla Società intera.

Grazie Gerardo per questo

#4
Ritratto di Lo Scoiattolo

Grazie Gerardo per questo racconto. Ci sono alcuni passaggi davvero interessanti, anzi, importanti. A presto!

Meritocrazia

#5
Ritratto di Anonimo

Meritocrazia questa parola è la chiave della nostra civiltà, è in contrasto con quello che accade oggi in Italia e in Trentino.
Le persone che stanno al potere o nei posti dove vengono prese le decisioni che determinano il bene o il male delle Nazioni sono solo dei nominati dai centri di potere, dalle lobby, dai potentati economici: SENZA MERITI.
Purtroppo quello che sta accadendo è che non tutte le famiglie potranno permettersi di pagare l'università ai propri figli, anche se pur meritevoli, e quindi centinaia di intelligenze sprecate.
Ma solo i figli di....potranno studiare (forse), i senza talento delle famiglie potenti occuperanno i posti di rilievo grazie alle spintarelle di mamma e papà.
Con tutta questa gente senza gavetta e senza ideali dove finirà la nostra società?
Forse gli economisti invece di preoccuparsi del posto precario a vita dei figli di nessuno, non dovrebbero preoccuparsi invece di dare dignità ai meritevoli, a coloro che con lo studio, l'applicazione, la genialità potrebbero contribuire a migliorare la vita di tutti? Probabilmente anche la loro?
Questo è il vero problema, il resto sono solo calcoli ragionieristici, non c'è più il valore del merito, della competenza, del rispetto delle regole.
La vicenda di Bossi & Co. dovrebbe insegnare qualcosa a tutti anche agli economisti.

Anonimo, grazie della tua

#6
Ritratto di Lo Scoiattolo

Anonimo, grazie della tua riflessione, non certo anonima, visto che molti la pensano come te. Valore al merito, alla competenza, al rispetto delle regole. Condivisibilissimo.

operazione trasparenza

#7
Ritratto di Osservatore trentino

Buon giorno. Chiedevo se non valesse la pena, oltre alle decine di link, alle centinaia di pagine web, alle migliaia di libretti e volantini, una paginetta/forse due, magari solo on line, con un "bilancio" dell'evento. non per smania di trasparenza o intenti politici, ma un prospettino su quanto l'evento costa ai contribuenti o quanto porta in tasca all'economia territoriale o ai professori...

Intanto raccolgo e inoltro.

#8
Ritratto di Lo Scoiattolo

Intanto raccolgo e inoltro. Promesso, Osservatore trentino!

Il diritto di voto ai minorenni

#9
Ritratto di Renato Frabasile

Occorre dare ai giovani, coloro che oggi rappresentano il futuro, la rappresentanza dei propri interessi, se è vero che la politica vera è la visione degli interessi lontani.
Da www.laculturavivente.it il seguente articolo:
La  crisi economica in corso e le improvvide politiche adottate fino ad oggi in Italia  per rimediarvi hanno fatto drammaticamente emergere la disoccupazione giovanile, ormai arrivata  ad un terzo della popolazione di età compresa tra i 15 e i 24 anni.  La flessibilità del lavoro è divenuto l’incubo per i giovani,  tendenzialmente privati del loro futuro.  Abbiamo forse una generazione per la prima volta senza futuro?  Il paradosso sta nel fatto che ad essere senza futuro sarebbe proprio la generazione che oggi, tra noi, lo rappresenta.
Un tema cruciale oggi in Italia è la riforma del welfare state, ma come  nelle altre democrazie contemporanee, sebbene fondate sul suffragio universale, anche in Italia i minorenni non hanno rappresentanza politica.  Siamo forse di fronte ad una carenza di democrazia?
Se il voto rappresenta il diritto di partecipazione a un dividendo sociale, di cui la spesa pubblica esprime la dimensione monetaria, allora la partecipazione dei minorenni in assenza del voto è lasciata alla sola buona volontà delle strategie dei partiti politici. D’altra parte ben conosciamo  i limiti dell’orizzonte politico  appiattito sulla fine della legislatura e accade così che i bisogni e le aspettative dei giovani vengano sacrificati nei programmi, dal momento che il danno così procurato non appare nell’immmediato.
L’estensione del diritto di voto ai minorenni è un tema riconducibile al filosofo Antonio Rosmini (1848) ed è stato già affrontato in altre democrazie come in Francia, già con una proposta legislativa risalente al 1910, in  Germania in anni più recenti ed in Austria, dove dal 2007 si vota a 16 anni di età.
L’argomento riguarda più di 9 milioni di  cittadini di età compresa tra o e 17 anni, ovvero il 19% dell’intera popolazione di cittadini residenti in Italia e in particolare, considerando l’ Austria come esempio di prima fase di applicazione, interessa sempre in Italia circa 1,1 milioni di giovani di età tra i 16 e 17 anni (il voto per i cittadini da 0 a 15 anni  è delegabile ai genitori).
E’ interessante notare come  la partecipazione alla vita attiva del paese di questa  quota parte di cittadini possa costituire la base per un riequilibrio delle politiche di welfare state nel nostro paese, dove  la quota di popolazione anziana (65 anni e oltre) rappresenta oggi il 26% circa dell’intera popolazione, ed è destinata a crescere.
L’idea centrale è che la competizione politica  per il consenso elettorale obblighi i partiti politici a tenere conto dei bisogni dei giovani nei loro programmi elettorali e quindi nell’azione di governo. Il principo di “un uomo un voto” della tradizione democratica, sia esso maschio o femmina, adulto o minore verrebbe  in tal modo realizzato.
In Italia la rappresentanza del voto dei minori non è compatibile con l’attuale normativa costituzionale e pertanto,  in una prospettiva di difesa e consolidamento dei suoi principi e valori, una modifica della nostra Costituzione (cfr. artt. 3, 48) che attribuisse il diritto di voto dal momento della nascita, con ciò abolendo l’ultima discriminazione in base all’età, risulterebbe coerente con lo spirito costituente e  potrebbe conciliare la crisi emergente del breve periodo con l’interesse lontano del paese.
(Per l’approfondimento del tema si rimanda alla lettura de “Prima le donne e i bambini. Chi rappresenta i minorenni” di Luigi Campiglio – Prof. Ordinario di politica economica presso L’Università Cattolica di Milano -  Il Mulino, 2005)

Grazie Renato del tuo

#10
Ritratto di Lo Scoiattolo

Grazie Renato del tuo contributo, sicuramente interessante per chi vuole approfondire un argomento così ampio e spinoso.

La novità mi piace. Seguirò

#11
Ritratto di Andrea

La novità mi piace. Seguirò il blog. A presto...a Trento!

Siamo felici Andrea... a

#12
Ritratto di Lo Scoiattolo

Siamo felici Andrea... a prestissimo.

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