Un Festival aperto e plurale

di Lorenzo Dellai, presidente della Provincia autonoma di Trento

La settima edizione del Festival dell'Economia di Trento ha confermato ciò che già sapevamo ma che in un momento così difficile per il nostro Paese non poteva essere dato del tutto per scontato: il suo essere un evento aperto al confronto e al dialogo, un evento molto amato dal pubblico e dai giovani in particolare, che arricchisce il dibattito sui temi più attuali e stringenti ad un tempo locale, nazionale e internazionale.

Siamo dunque molto soddisfatti per come sono andate le cose. Tutti gli incontri sono stati seguiti con interesse e passione: lo provano le sale sempre piene e la qualità, oltre che la quantità, degli interventi da parte del pubblico, ma anche le nuove "piste" che abbiamo provato a tracciare, ad esempio sul piano della comunicazione. Come il blog del Festival, partito con circa 1200 visite, che nella giornata finale hanno toccato quota 6170 (ed altre se ne aggiungeranno naturalmente nei prossimi giorni). Per non dire del milione e mezzo di contatti su web e multimediale registrati ieri, i 20.000 per le sole dirette iPhone e iPad.

Abbiamo vinto però soprattutto, e ancora una volta, la sfida più importante: quella di dar vita ad un evento a più voci, marcatamente pluralista, in cui si sono confrontate tesi diverse, diverse visioni del mondo. Dai ministri Fornero e Passera ai premi Nobel Mortensen e Pissarides, o a Latouche, Galtung, Hertz, a Trento si sono ritrovate persone che ricoprono ruoli istituzionali e altre che si dedicano alla ricerca, che coltivano un approccio scientifico ai problemi posti dal tema scelto quest'anno, il rapporto fra le generazioni. Persone che non la pensano necessariamente allo stesso modo, ma che hanno in comune la fiducia nel libero confronto e nell'incessante impegno per la ricerca della verità. Non un festival del pensiero unico, dunque, ma al contrario, una vera e propria "piazza" dove, come nell'antica agorà ateniese, chi ha qualcosa da dire viene invitato a dirla, se necessario esponendosi alle critiche relative, quando queste vengano espresse in maniera civile e pacifica. Un festival, aggiungiamo, capace di andare anche oltre l'ufficialità, nel creare occasioni di incontro e nel favorire lo sviluppo di amicizie: penso ad esempio al piccolo "sipario" notturno che ha visto per protagonisti, in piazza Duomo, relatori, giornalisti, moderatori e giovani volontari, ritrovatisi attorno a una chitarra e alla comune voglia di cantare (canzoni, ovviamente, che sono nel cuore di generazioni diverse).

Questa edizione, vale appena la pena di richiamarlo nuovamente, è caduta in un momento di profonda crisi economica (con tutto ciò che ne consegue anche sul piano sociale e politico). Sappiamo che le crisi fanno scaturire paure, timori e a volte reazioni "scomposte". Ciò ha avuto inevitabilmente qualche ripercussione sul Festival. Si sono registrati alcuni momenti di tensione ma, anche grazie al comportamento delle forze dell'ordine, essi non hanno avuto come conseguenza una "blindatura" dell'evento. Il pubblico ha potuto seguire i vari incontri in assoluta tranquillità e sicurezza; la città di Trento, assieme anche a Rovereto, ha confermato il suo essere luogo vocato al dialogo e all'accoglienza.

In definitiva, in questo Festival è rimasto fuori solo il luogo comune: a non essere di casa, qui in Trentino, sono gli slogan, le parole vecchie, le posizioni preconcette, che non servono a nessuno e non ci aiutano né a capire com'è davvero il mondo in cui viviamo né a prefigurare il futuro che vogliamo, per noi e per i nostri figli.

Questa manifestazione è e rimarrà un laboratorio, uno spazio deputato alla ricerca delle migliori strade, delle migliori soluzioni possibili ai tanti interrogativi e alle tante contraddizioni del nostro tempo. E uso non a caso la parola "ricerca", avendo appena ricevuto ad Haifa, in Israele, un importante riconoscimento che va non solo alla mia persona, al mio personale impegno in questo campo, ma a tutto il Trentino. Se accettiamo volentieri questa laurea honoris causa non lo facciamo certo per vanità, ma perché siamo convinti che l'intuizione coltivata oltre quarant'anni fa da alcune menti "illuminate", in primis Bruno Kessler, quella cioè di fare del Trentino una terra ricca di saperi, di eccellenze, oltre che di straordinarie risorse naturali, sia davvero quella giusta. E lo è a maggior ragione ora: alla crisi non si risponde con la chiusura, con l'arroccamento dietro a confini e trincee superate dalla storia, ma con una ancora maggiore apertura internazionale, con un investimento ancora più convinto in formazione e innovazione, con una voglia ancora più pronunciata di sperimentare.

Il Trentino deve essere orgoglioso, una volta di più, del cammino fatto fin qui; e deve continuare a "volere bene" a questi suoi caratteri peculiari, a queste espressioni del suo essere terra dalle radici lunghe ma anche dai rami lunghi, rami che si protendono all'esterno, si chiamino essi Festival dell'Economia, università, centri di ricerca o quant'altro. Un buon albero ha bisogno di entrambi.

Un ringraziamento speciale, infine, al Prefetto, al Questore e a tutte le Forze dell'ordine e un altrettanto speciale grazie a tutti quelli che hanno lavorato dietro le quinte per garantire, anche quest'anno, un così bel risultato.
 

Commenti: 14

Commenti

bene questo blog. si leggono

#1
Ritratto di ilariatamy

bene questo blog. si leggono cose più interessanti che in tanti blog di giornali "illustri".

discutere serve

#2
Ritratto di ivan

discutere di economia in questo momento serve eccome, per cui io personalmente dico: bene che queste iniziative ci siano. poi certo, se si vuol trovare il pelo nell'uovo lo si trova sempre. un po' di orgoglio nel fare il bilancio ci sta, è normale. è giusto dire che è un festival pluralista, si sentono sempre tante campane, non ci sono solo ministri (anzi, questa è una delle prime volte che vengono, mi pare). forse l'unico appunto è che a volte troppe cose si sovrappongono. anche con meno eventi andrebbe bene lo stesso.

non riesco a capire come dopo

#3
Ritratto di gianni

non riesco a capire come dopo sette edizioni ancora ci siano i posti riservati alle autorità. quest'anno poi, con i giovani protagonisti, era l'occasione di un approccio ancora più informale e vero. per il resto, complimenti. ma l'anno prossimo, per favore, basta posti riservati.

il festival è un evento

#4
Ritratto di oscar

il festival è un evento importante, prestigioso, e interessante.

credo di dover segnalare alcuni aspetti negativi, nella speranza che qualcuno ne tenga conto per il futuro.

ho trovato eccessivamente lunghi e prolissi gli interventi di diamante, nell'incontro con fornero, e di turner, con passera.
mi pare che il prestigio che deriva alla manifestazione dalla presenza di due ministri richiederebbe nei loro confronti un "rispetto" che si dovrebbe anche tradurre nel non farli rimanere zitti così a lungo.

nel caso della fornero, poi, il moderatore non solo non è riuscito a contenere la logorrea di diamanti, ma si è anche lasciato andare, durante il dibattito, a ilarità francamente non opportune.

il momento della discussione con la platea è uno degli elementi vincenti del festival : direi, allora, che i tempi riservati ai relatori debbano essere ben definiti, fin dall'inizio, in modo da riservare al dibattito più tempo.

infine, se dal festival deriva una lezione per tutti, facendo riferimento alle parole del ministro passera, chiedo : quand'è che la provincia di trento darà un serio contributo allo snellimento della burocrazia? qualcuno si rende conto di come siamo messi? politici e dirigenti : ma in che mondo vivete?

grazie di tutto e auguri per il festival dell'economia 2013

Maggiore tempo dedicato ai dibattiti

#5
Ritratto di Ettore

Sono d'accordo con Oscar: aumentando lo spazio dedicato ai dibattiti si coinvolgerebbe molta più gente, stemperando un po' le migliaia di critiche al festival. In questo modo l'evento sarebbe vissuto più come un'opportunità di partecipazione diretta e di critica costruttiva. Naturalmente, senza aspettarci troppo da chi siede così in alto e non sta vivendo la crisi sulla propria pelle. L'idea stessa di qeusto blog può essere davvero positiva se avrà un riscontro concreto.

Personalmente ho trovato

#6
Ritratto di Lorenza

Personalmente ho trovato alcuni post del blog molto interessanti, come ad esempio le provocazioni di Alessandro Garofalo. Il blog si costruisce sulla condivisione e sull'interazione con le persone. La condivisione di un evento molto importante, con una tematica altrettanto importante, non mancava di certo. Forse cio' che e' mancato e' stato l'interesse da parte del popolo dello scoiattolo a lasciarsi coinvolgere in prima persona.

Dispiace

#7
Ritratto di Davide

Dispiace leggere a corollario di un evento bello, importante ed unico come il festival un intervento autoincensante, privo di qualsivoglia spunto critico e riflessivo. Spiace leggere un intervento da principe vescovo, e spiace leggere un malcelato plurale maiestatis. Questo intervento e questo tono sono i veri limiti del festival.
Ci vediamo nel 2013

Sono d'accordo, le critiche

#8
Ritratto di Paulo

Sono d'accordo, le critiche devono essere costruttive e fatte dall'"utenza", agli organizzatori spetta il compito seguente, una sana autocritica (basata sulle critiche costruttive) da investire nell'organizzazione futura. Di una cosa sono sicuro, non è facile organizzare eventi di questa portata in momenti difficili - e mi riferisco alla crisi, al terremoto, ecc - come quello che stiamo vivendo. E' chiaro che si espone il fianco - e non solo quello - al pensiero e al sentimento popolare che sicuramente ha voglia di tutto meno che di "festivaleggiare". C'è coraggio e una scelta consapevole. L'arancione in fondo è il colore della positività e personalmente penso che questa sia importante in questo momento. Io la penso così, non è nel "non fare" che si fa di più, ma è nel "fare meglio" che si ottiene l'insperato.

Questo del Presidente Dellai

#9
Ritratto di andreas

Questo del Presidente Dellai non è un intervento autoincensante, semmai è un dire per forza che le cose sono andate bene. Come se fosse costretto a dover dimostrare a stretto giro che il bilancio è positivo. Io ho vissuto il festival in maniera molto marginale ma devo essere sincero, dai tre incontri a cui ho partecipato, ho portato a casa un po' di cultura che prima non avevo. Questo mi è bastato. Vedere poi così tanta gente affollare gli esercizi della città, soprattutto i bar, di questi tempi, mi ha fatto pensare: "Ma beati questi eventi!". Costeranno, ma forse il ritorno c'è ed è monetizzabile; senza contare l'investimento in cultura, che, parlo per me, mi ha reso un po' più ricco di prima. Andreas

Il tono da principe vescovo è

#10
Ritratto di lupo

Il tono da principe vescovo è quello di qualsiasi promotore quando stila un bilancio positivo al termine di un progetto riuscito. Giustamente la soddisfazione non può essere nascosta! Le critiche poi devono venire da noi semmai, che abbiamo partecipato al festival, non certo da chi lo ha organizzato... critiche che serviranno in un secondo momento agli organizzatori per fare una doverosa... autocritica e investire nel futuro.

Sinceramente leggendo questo

#11
Ritratto di antonella

Sinceramente leggendo questo "post" del presidente ho avuto esattamente la sensazione opposta... penso poi che il "plurale majestatis" fosse riferito a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del Festival, evento che, come noto, è frutto di uno sforzo collettivo...

Ci spiace molto Anonimo,

#12
Ritratto di Lo Scoiattolo

Ci spiace molto Anonimo, raccogliamo la tua critica al fine del bilancio di questo strumento che è stato proposto nell'ambito del festival in qualità di esperimento. Hai qualche idea in merito? Pensi che sia inutile un blog per il Festival dell'economia in generale oppure che debba essere strutturato diversamente?

inutilità del blog. In

#13
Ritratto di Anonimo

inutilità del blog. In generale.
Scritto non da blog e senza alcun valore aggiunto alla cosa.
Inutile

Per quanto riguarda il blog

#14
Ritratto di Paulo

Per quanto riguarda il blog penso che la gente durante i giorni del festival non abbia proprio il tempo materiale di mettersi al pc e contribuire ad uno spazio di condivisione.. forse può avere più utilità prima del festival.

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd><b>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione

Inserisci i caratteri che vedi nella figura. (verify using audio)
Inserisci i caratteri che vedi nella figura; se non riesci a leggerli, invia il form e verrà generata una nuova immagine. Il sistema non distingue maiuscole/minuscole