Il programma del Festival
Il programma centrale del Festival, evidenziato in un riquadro, è progettato dagli organizzatori insieme al responsabile scientifico. Il programma partecipato è composto da incontri proposti agli organizzatori dalle case editrici e da altri enti che se ne assumono la responsabilità.
Per gli eventi segnalati con
è previsto un servizio di traduzione simultanea.
Per gli eventi segnalati con
è prevista la trasmissione in diretta sui maxi schermo, presenti in piazza Duomo e piazza Fiera, e sulla web tv
Il comitato organizzatore del Festival dell'Economia di Trento si riserva la facoltà di apportare modifiche al programma dopo la stampa della presente pubblicazione.
Le informazioni sul programma, i cambiamenti dell'ultima ora, gli spostamenti di luogo in caso di pioggia o altro, gli eventi sospesi o soppressi sono costantemente aggiornati sul sito www.festivaleconomia.it oppure possono essere richiesti presso i punti informativi, telefonicamente alla Segreteria (tel. +39 0461 260511) o via e-mail all'indirizzo info@festivaleconomia.it.
Gli spettatori presenti agli eventi acconsentono e autorizzano qualsiasi uso futuro delle eventuali riprese fotografiche, audio e video che potrebbero essere effettuate.
L’ingresso a tutti gli eventi è libero e gratuito fino ad esaurimento posti. Non è prevista la prenotazione.
Eventuali ingressi a pagamento per eventi collaterali al Festival, sono evidenziati nel programma.
in collaborazione con Università degli Studi di Bari, Fiera del Levante, Fondazione CON IL SUD
media partner “La Gazzetta del Mezzogiorno”, Telenorba
L’Italia ha bisogno di nuove imprese, che mettano a frutto le conoscenze, il saper fare, la loro formazione universitaria e superiore, la creatività dei suoi giovani, le loro esperienze. Come nascono i percorsi imprenditoriali giovanili? Che cosa li caratterizza? Quali sono i principali ostacoli? E quali, al contrario, le iniziative che si possono prendere a tutti i livelli per favorirli? Di questo si discuterà a partire dalle concrete esperienze di nuovi imprenditori, dalle loro storie, dai loro successi.
coordina Vincenzo Magistà
introducono
Paolo D’Addabbo, Annibale D’Elia, Giusi Ottonelli
intervengono
Giorgia Antonelli, Nicola Barbuti, Nicholas Caporusso, Daniele Cassini, Francesca Cavallo, Nicola Colabufo, Domenico Cristofaro, Renata Diazzi, Antonio Imbrogno, Enzo Maiorano, Salvatore Modeo, Angelo Petrosillo, Andrea Tempestini
concludono Carlo Borgomeo, Nicola Fratoianni, Gianfranco Viesti
relazioni
ROBERTO CINGOLANI
Innovazione dal laboratorio al mercato. Scienza e nuova imprenditoria
GUIDO ROMANO
Un grande avvenire dietro le spalle. Dirigenti e amministratori nelle imprese italiane
FABIANO SCHIVARDI
Si può imparare a diventare imprenditori? Una proposta di policy
coordina Giuseppe De Tomaso
introducono Tito Boeri, Paolo Collini, Corrado Petrocelli
concludono Innocenzo Cipolletta, Alessandro Laterza, Tonia Mastrobuoni, Nichi Vendola
intervengono
Alessandro Andreatta, Davide Bassi, Tito Boeri, Gregorio De Felice, Lorenzo Dellai, Giuseppe Laterza, Armando Massarenti
Le recessioni si portano dietro conseguenze sempre molto negative per i giovani in cerca d’impiego. Quanto negative dipende comunque dalle istituzioni che sovraintendono il mercato del lavoro e dalla natura dei contratti la cui determinazione è nelle mani dei lavoratori adulti. Una valutazione di ciò che è successo in Europa con la recente recessione si rende necessaria in relazione alle performance delle istituzioni dei diversi paesi.
introduce Tito Boeri
Verso un’economia che rafforza la vita. Quali sono i cambiamenti necessari perché l’economia possa servire la pace, attraverso la riduzione della violenza diretta, strutturale e culturale e la soddisfazione dei bisogni fondamentali di tutti gli esseri umani, contribuendo così alla costruzione di relazioni eque e garantendo un impatto minimo dal punto di vista ecologico?
a cura del Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale di Trento
coordina: Carla Locatelli
interviene: Johan Galtung
Un grande imprenditore italiano racconta come è cambiato il mercato del lavoro in Italia negli ultimi cinquant’anni. In particolare, come è evoluta la posizione relativa dei giovani, di chi entra nel mercato del lavoro rispetto a chi è già dentro. Dalla sua testimonianza emerge anche uno spaccato del mutamento dei meccanismi di selezione della classe dirigente, a partire dal management delle grandi imprese.
introduce Enrico Franco
L’Italia ha il record della lunga permanenza dei giovani in famiglia. È un problema? Sì, perché ha delle conseguenze sulla mobilità, sull’imprenditorialità, sui salari, dunque sull’intera economia e società. È colpa dei “bamboccioni”? No, o almeno non solo. Conta la cultura, e quindi i rapporti tra le generazioni, ma contano anche le politiche e le istituzioni che danno poche opportunità ai giovani.
introduce Maria Laura Frigotto
ne discutono Valeria Manieri, Giorgio Meletti
a cura di Save the Children
Tre temi specifici all’interno di un unico evento aperto ai cittadini per affrontare le delicate questioni della successione e della donazione, anche in ambito imprenditoriale: “I patti di famiglia per il passaggio generazionale dell’impresa” (ore 10.00-10.45); “Donazioni” (ore 10.45-11.30); “Successioni” (ore 11.30-12.15).
a cura del Consiglio Nazionale del Notariato in collaborazione con “Il Sole 24 Ore”
coordina Mauro Meazza
intervengono Giuseppe Amadio, Vincenzo Boccia, Silvia Castronovi, Marco Dolzani, Giancarlo Laurini, Antonio Longo, Giovanni Rizzi
Tradizionalmente lo spartiacque del trentacinquesimo anno divideva la vita in due parti e, in alcuni casi, si è sostenuto che nella prima parte sono i padri che aiutano i figli, mentre nella seconda accade il contrario. La solidarietà della famiglia ha stabilito i criteri del mantenimento dei suoi componenti e della trasmissione dei beni attraverso le generazioni. Con l’avvento del Welfare State la famiglia è stata scaricata di molte incombenze. La recente crisi finanziaria ha mostrato come le prestazioni dello stato sociale diminuiscano e fatto riscoprire i valori della solidarietà familiare allargata e della salvaguardia delle generazioni future.
introduce Armando Massarenti
Dati recenti mostrano maggiore stabilità nelle coppie con un elevato livello di istruzione e dove lavorano entrambi i coniugi e, viceversa, più instabilità nelle coppie con un basso livello di istruzione. Questo induce a una maggiore polarizzazione nelle aspirazioni di vita dei figli. La rivoluzione nei ruoli delle donne potrebbe invertire questa tendenza.
introduce Maria Serena Palieri
Samuel Bentolila, Susanna Camusso, Pietro Garibaldi e Christopher Pissarides discutono i risultati di un’indagine su un vasto campione. I risultati servono per capire il sostegno oggi presente per riforme che unifichino il mercato del lavoro superando la distinzione fra lavoratori precari e persone con contratti a tempo indeterminato.
a cura de “lavoce.info”
Nuove mobilità Sud-Nord e “tsunami demografico”, assenza di ricambio generazionale, marginalità socio-economica dei giovani: come porre le basi per una crescita sostenibile in una società più equa?
a cura di SVIMEZ – Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno e Fondazione Achille Grandi per il Bene Comune (ACLI)
coordina Sergio Nava
intervengono Leonardo Becchetti, Luca Bianchi, Francesco Delzio, Enrico Giovannini, Michele Rizzi, Alessandro Rosina
Crescenti disparità di reddito pongono nuove sfide economiche, sociali e politiche. Le fratture generazionali sono sempre più marcate per via di limitate possibilità di ascesa sociale. Esperienze di paesi dove le diseguaglianze sociali sono marcate, tra cui l’Italia, si confronteranno con quelle più virtuose dei paesi nordici.
a cura del Centro OCSE-LEED di Trento e della Scuola sullo Sviluppo locale dell’Università degli Studi di Trento
coordina Sergio Arzeni
intervengono Bruno Dallago, Barbara Ischinger
Oggi la moneta del mondo è il dollaro, sebbene sempre più spesso affiorano dubbi riguardo alla possibilità che continui a mantenere anche in futuro tale status. Guardando al passato, alle generazioni che ci hanno preceduto e alla storia dell’economia, si possono delineare alcune prospettive, provare a immaginarne i rischi e prevederne le implicazioni.
introduce Stefano Lepri
ne discutono Susanna Camusso, Chiara Valentini
a cura di Rcs
ne discutono Lorenzo Robustelli, Alessandro Rosina
a cura di Egea
Dare agli studenti la possibilità effettiva di scegliere, per migliorare l’università. Far contribuire maggiormente al suo costo coloro che ne traggono i maggiori benefici, reperendo nuove risorse senza gravare sui conti pubblici. Non lasciare che i poveri paghino l’università ai figli dei ricchi.
introduce Paola Pica
Negli ultimi quarant’anni, le disuguaglianze nei redditi e nei salari sono fortemente aumentate negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Meno attenzione ha sin qui ricevuto l’evoluzione della disuguaglianza nella spesa e nei consumi. Eppure il benessere di famiglie e individui deriva dai consumi e non direttamente dal reddito. Gli standard di vita possono non cambiare anche in presenza di cali dei redditi se le famiglie riescono ad ammortizzare gli shock negativi. Purtroppo studi recenti suggeriscono che all’aumento della disuguaglianza del reddito è corrisposto un aumento quasi equivalente delle disuguaglianze nei consumi.
introduce Stefano Lepri
Green Economy, Green City, Green Building, Green Jobs. La sostenibilità ambientale rappresenta una risposta alla crisi economica fornendo opportunità per un’equità intergenerazionale. Riqualificazione urbana, energetica e ambientale sono i fondamenti su cui basare le future prospettive di crescita.
a cura di Green Building Council Italia
intervengono: Simone D’Antonio, Scot Horst, Alberto Pacher, Mario Zoccatelli
La proprietà familiare è un tratto tipico delle imprese italiane. Un momento delicato è il passaggio del controllo da una generazione all’altra. In che modo si può rendere non traumatico questo evento? Ci sono dei modelli da seguire?
a cura della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Trento, AidAF - Associazione Italiana delle Aziende Familiari e GEI - Gruppo Economisti d'Impresa
coordina Sandro Trento
intervengono Gioacchino Attanzio, Guido Corbetta, Marco Gabbiani, Alessandra Lanza, Alessandro Laterza, Matteo Lunelli, Susanna Vitaloni
Come in Italia, anche in Spagna i contratti temporanei hanno portato ad un doppio mercato del lavoro. Questo dualismo contribuisce a spiegare una disoccupazione giovanile tra il 30 e il 50 per cento e impedisce ai giovani lavoratori di avere una carriera professionale vera e propria. Dopo una lunga sequenza di riforme del mercato del lavoro inefficaci e a carattere incrementale, il “contratto unico” sembra essere l’unica soluzione a questo problema. La sua realizzazione è tuttavia bloccata da una coalizione di interessi di datori di lavoro, sindacati e governi.
introduce Carmen Santoro
I progressi nella salute e nella longevità consentono oggi agli esseri umani una vecchiaia assai più attiva. Negli Stati Uniti si discute molto della possibilità di lavorare ben oltre i sessant’anni: è un modo per “restituire” alla società attraverso il volontariato ciò che si è ricevuto nel corso della vita, ma anche di creare originali iniziative economiche attraverso una nuova “imprenditoria sociale diffusa”.
introduce Pierangelo Giovanetti
sarà presentato anche l’ultimo numero della rivista “Il Mulino”
ne discutono Andrea Brandolini, Linda Laura Sabbadini, Michele Salvati
a cura di Il Mulino
In una fase storica dove la crisi economica sta modificando profondamente stili di vita, certezze e fiducia, come può evolvere il rapporto tra le nuove generazioni e il mondo della finanza?
a cura della Banca di Trento e Bolzano
coordina Enrico Franco
intervengono Paolo Collini, Matteo Lunelli, Marco Morelli
Il sistema contributivo introdotto in Italia e in Svezia alla metà degli anni Novanta, e successivamente in Lettonia e in Polonia, ha positivamente retto la prova della crisi economica e finanziaria. Altri paesi stanno considerando l’adozione di un sistema simile, giacché rappresenterebbe un benchmark di riferimento per affrontare la corretta pianificazione dei cicli di vita nelle società con alto tasso d’invecchiamento. Ma alcuni aggiustamenti sono necessari.
introduce Roberto Petrini
Una riflessione sulla relazione tra i cambiamenti climatici e l’attuale fase di crisi del modello economico vigente, con uno sguardo agli scenari futuri e alla responsabilità delle scelte che devono orientare una nuova economia, garantendo la sostenibilità ambientale per le generazioni future.
a cura dell’Osservatorio Trentino sul Clima della Provincia autonoma di Trento
coordina Franco Miglietta
interviene H.B.J. (Rik) Leemans
Quali sono le strategie per la crescita in un’economia come quella italiana, quando la leva fiscale e monetaria non può essere attivata? Ricette e riflessioni storiche.
C’è un tema che s’impone trasversalmente a tutte le indagini che riguardano il mondo della scuola, ed è quello del ritardo dell’Italia nella formazione del proprio capitale umano, dal punto di vista sia della qualità (livelli di apprendimento, competenze richieste dal mondo produttivo) sia dell’equità (differenze basate sull’origine sociale e culturale della famiglia). Il ritardo inizia con le scuole medie e si amplifica alle superiori e all’università. Il costo economico e sociale è enorme e impone interventi urgenti sul fronte del reclutamento e della formazione degli insegnanti, dell’organizzazione delle scuole, della loro valutazione e della definizione delle competenze da insegnare.
introduce Simonetta Fiori
Costi sociali e scenari futuri dei ritardi nella transizione alla vita adulta dei giovani italiani (ed europei), tra trasformazioni e inerzie del mercato del lavoro e del sistema di welfare.
a cura di FamIne - Families of Inequalities, Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università degli Studi di Trento
intervengono Gabriele Ballarino, Paolo Barbieri, Carlo Buzzi, Daniele Checchi, Stefani Scherer
La cosa di maggior valore che possiamo lasciare ai nostri figli è il capitale umano, ma nei fatti coloro che hanno le responsabilità di governo delle nostre scuole ci impediscono di fare il meglio per loro. Troppo spesso noi permettiamo che la scuola operi scelte a vantaggio degli adulti piuttosto che degli studenti, scelte che avranno forti implicazioni per il futuro benessere della società.
introduce Laura Strada
L’agricoltura sostenibile integra tutela ambientale, redditività economica, equità sociale ed economica. L’agricoltura sostenibile può essere campo di applicazione di un’altra economia, intesa come produzione e scambio di beni, non assoggettata a meccanismi di speculazione finanziaria, giusta e sostenibile per tutti, anche per le generazioni future.
a cura di Mandacarù Onlus e Altromercato
coordina Francesco Terreri
intervengono Leonardo Becchetti, Antonio Tricarico
I giovani italiani si stanno abituando al multitasking, usano sempre più le nuove tecnologie della comunicazione, stabiliscono relazioni attraverso i social network. Di fronte a loro, sulle cattedre scolastiche, siedono maestri sempre più anziani, in prevalenza donne e provenienti dal Mezzogiorno. Come influisce il rapporto tra le generazioni che si instaura nella scuola sul futuro culturale ed economico dell’Italia?
coordina Salvo Intravaia
Diversamente dalla maggior parte delle altre economie avanzate, per l’Italia il problema del debito pubblico era presente ben prima della crisi. Dal 1991 il debito in rapporto al Pil è sempre stato superiore al 100%. Quali scelte su spese ed entrate hanno determinato questa situazione e quando è accaduto? Dopo la crisi il debito pubblico è divenuto un problema per tutte le economie avanzate. Quali sono le prospettive per il futuro?
introduce Andrea Fracasso
ne discute Mercedes Bresso, Paola Pica
a cura di Edizioni Ambiente
I giovani rischiano di pagare il prezzo più alto alla crisi: senza lavoro, senza pensione e con un pesante fardello di debiti, il loro futuro può apparire più come una minaccia che non come una promessa. Può il coop capitalism affrontare questi problemi? In che cosa consiste?
a cura della Federazione Trentina della Cooperazione
introduce Luca Rigoni
Chi è che crea posti di lavoro? È la piccola impresa, la grande impresa o l’impresa giovane? L’opinione comune è che sia soprattutto la piccola impresa a creare posti di lavoro. Ma i dati ci dicono che in questo processo conta soprattutto l’età, più che la dimensione delle imprese. Sono le nuove imprese quelle che creano lavoro, mentre le imprese vecchie, in particolare quelle più piccole, tendono a distruggerne.
introduce Dino Pesole
La ricchezza è un insieme di dotazioni e di flussi che crescono nel tempo, se sul piano degli individui, delle persone e della società vi è un dinamismo che favorisce l’aumento del benessere. Una solida cultura economica e finanziaria fin dalla giovane età è il testimone del passaggio di benessere tra le generazioni.
a cura di AEEE-Italia – Associazione Europea per l’Educazione Economica
coordina Enrico Castrovilli
intervengono Andrea Beltratti, Andrea Brandolini, Daniele Checchi, Roberto Fini, Annamaria Lusardi
Alberto Bisin, Agar Brugiavini, Maria Cecilia Guerra, Chiara Saraceno e Antonio Schizzerotto discutono i risultati di un esperimento condotto su un vasto campione, sulla ripartizione degli oneri per la cura di anziani non autosufficienti. I risultati servono per capire il sostegno oggi presente per riforme che estendano il sostegno pubblico alla cura per gli anziani, imponendo tasse su chi lavora.
a cura de “lavoce.info”
ne discutono Valeria Fedeli, Andrea Ichino, Anna Maria Tarantola
a cura di Feltrinelli
Una testimonianza scritta di Giorgio Lunghini e Alberto Quadrio Curzio
Qual è, nella società moderna, l’impatto della globalizzazione sul corso delle vite individuali? Osservando il fenomeno da un punto di vista comparativo internazionale si può stimare come questo impatto abbia influenzato le tappe della vita in maniera significativamente diversa a seconda del paese preso in esame.
introduce Stefano Feltri
Il lavoro delle donne è fortemente condizionato dalle esigenze familiari, come le maternità e i periodi di cura dei figli e dei genitori. Periodi di distacco dal lavoro retribuito possono pesare sui risultati economici delle donne (incluse le pensioni). Le madri (e i padri) aiutano le figlie nel favorire la fecondità (cura dei nipoti) e le figlie aiutano le madri (e i padri e i suoceri...) anziane. Non sempre lo stato sociale aiuta a conciliare lavoro e cura della famiglia.
introduce Dario Laruffa
Nell'evoluzione della crisi dell'eurozona contano gli errori ma anche le aspettative. E sono queste che decidono in che direzione andremo, se verso il collasso dell’area e dell’euro o la sua salvezza. Il problema è che le aspettative possono essere essere generate anche da percezioni sbagliate e ciò nonostante finire per autorealizzarsi. L’originale e controcorrente analisi della situazione economica da parte di un testimone eccellente e protagonista indiscusso del mondo della finanza.
introduce: Federico Fubini
Un dialogo e un dibattito tra due modelli economici diversi. Può l’economia della crescita garantire la sopravvivenza oltre la crisi, oppure serve un cambio radicale di paradigma nella teoria e nella pratica economica?
a cura dell’Associazione di promozione sociale Trentino Arcobaleno
coordina Francesco Vignarca
intervengono Paolo Manasse, Andrea Segrè
ne discute Francesco Terreri
a cura di Tecniche Nuove
Nel periodo successivo al secondo dopoguerra le nazioni maggiormente sviluppate hanno prodotto politiche fiscali tali per cui le generazioni più anziane si appropriavano di risorse sempre più grandi dalle generazioni più giovani sotto forma di pensioni e servizi sanitari. Questo schema sta inevitabilmente arrivando al suo tragico epilogo. Ci sono troppi pochi giovani che guadagnano troppo poco per mantenere le promesse fatte agli attuali – o quasi – pensionati. L’unico modo per evitare il “game over” economico e assicurare il futuro dei nostri figli è quello di adottare riforme radicali dei sistemi fiscale, pensionistico, sanitario ed energetico. E farlo subito.
introduce Ferdinando Giugliano
Per quale ragione abbiamo la tendenza a rimandare decisioni come quella di mettere da parte risorse per il periodo della pensione o per l’istruzione dei nostri figli? La psicologia evoluzionistica e lo studio del comportamento degli uccelli e degli esseri umani possono aiutarci a fornire una spiegazione di questi comportamenti.
introduce Sandro Brusco
ne discute Vittorio Giacopini
a cura di Bollati Boringheri
A che punto è la rivoluzione? Il 19 febbraio scorso il supplemento culturale “Domenica del Sole 24 Ore” ha pubblicato un Manifesto che auspica «una rivoluzione copernicana» nel rapporto fra sviluppo e cultura che ha avuto migliaia di adesioni e ha suscitato un enorme dibattito, guadagnandosi il plauso del presidente Giorgio Napolitano. Riattivare «il circolo virtuoso tra conoscenza, ricerca, arte, tutela e occupazione» è lo scopo ambizioso dei cinque punti del Manifesto, orientati alla valorizzazione del capitale umano. Gli interventi di economisti e studiosi del mondo della scienza e dell’arte cercano di trarre un bilancio delle cose realizzate e di quelle ancora da realizzare.
a cura de “Il Sole 24 Ore”
coordina Armando Massarenti
intervengono Andrea Carandini, Innocenzo Cipolletta, Gilberto Corbellini, Massimo Egidi, Enrico Giovannini, Alessandro Laterza, Salvatore Rossi, Pier Luigi Sacco
I lavoratori che oggi sono prossimi al pensionamento affrontano più rischi di qualsiasi generazione precedente. È possibile evidenziare tre fasi che accompagnano il ritiro dalla vita lavorativa: quella dell’accumulazione, quella dell’investimento, quella del progressivo ridursi del capitale raccolto. È utile indicare modalità e strumenti per mitigare e gestire meglio i rischi connessi ad ogni fase.
introduce Tobias Piller
Smart cities, smart citizens: quali prospettive per le città (e i territori)? Lo scenario dei cambiamenti in atto e un confronto su come Internet e le nuove tecnologie ICT possano modificare gli stili di vita e i rapporti tra le persone e le generazioni, in ambito urbano e non solo.
a cura di Informatica Trentina Spa
coordina Paolo Ghezzi
intervengono Alessandro Andreatta, Graziano Delrio, Carlo Ratti, Marino Simoni, Paolo Spagni, Paolo Testa
Cosa si può dire, alla luce delle recessioni degli ultimi cinquant’anni e della Grande Recessione del 2008-2009, sul profilo generazionale di chi rischia di rimetterci di più? Quali sono le fasi nel ciclo di vita di una persona in cui un’esperienza negativa può lasciare cicatrici permanenti, e cioè determinare risultati successivi e lontani nel tempo, ad esempio, sulla capacità di generare redditi da lavoro? Un’analisi basata su consumi, redditi, difficoltà finanziarie nelle vite di intere generazioni.
introduce Giuliano Giubilei
Gli oggetti che consumiamo tutti i giorni, quelli che ci circondano in casa e sul lavoro, quelli che ci invitano dagli schermi dei media hanno una loro storia? Possiamo parlare di una “biografia” degli oggetti, che comprenda elementi economici, culturali e sociali? Se pensiamo di sì, allora possiamo parlare anche di un vero e proprio ciclo di vita dei prodotti, che si carica di un diverso significato a seconda del momento: produzione, vendita, uso da parte nostra e infine “morte” – o meglio riciclo, riuso o comunque trasformazione in qualche cosa di diverso.
introduce Giorgio Zanchini
Al vertice delle preoccupazioni dei cittadini c’è il lavoro: quello che non c’è, per chi lo cerca e non lo trova; quello che si perde, per chi lo ha o lo aveva. Ma soprattutto prevalgono i timori per il futuro. Ben l’85% degli italiani prevede che i loro figli vivranno condizioni peggiori delle generazioni precedenti. Mentre l’Italia ormai è divisa in due tra i tanti che hanno poco e i pochi che hanno tanto. Dal Rapporto su L’insicurezza sociale ed economica in Italia e in Europa, realizzato da Fondazione Unipolis, Demos&pi e Osservatorio di Pavia, emerge l’evidenza per cui dopo anni di prevalenza dei temi legati alla paura della criminalità comune, l’insicurezza delle persone sia tornata dentro i “confini sociali”.
introduce Alberto Faustini
ne discute Alberto Martinelli, Salvatore Rossi
a cura di Marsilio Editori
Ci sono due modi di diventare ricchi: grazie all’eredità o tramite il proprio lavoro. Alcuni sono convinti che la struttura della crescita nell’economia globalizzata abbia portato allo sviluppo del capitale umano, al declino del peso dell’eredità e al trionfo della meritocrazia. Questo punto di vista è fondato sull’evidenza empirica e su approfondite riflessioni di tipo speculativo? La semplice risposta è “no”. Dati empirici e ricerche teoriche in diversi paesi indicano che la ricchezza ereditata avrà probabilmente un ruolo tanto importante nel capitalismo del XXI secolo quanto lo ebbe in quello del XIX secolo.
introduce Antonio Preziosi
La successione generazionale è uno degli aspetti più significativi del potere mafioso. Rituali e cambiamenti nello stile di comando sono emersi con evidenza nelle grandi inchieste degli ultimi anni sulla mafia e la ’ndrangheta, accanto al ruolo crescente delle donne, dentro e fuori la famiglia.
Due magistrati impegnati in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, prima a Palermo e poi a Reggio Calabria, insieme a un economista, riflettono su come si presenta oggi una delle partite decisive per sbloccare lo sviluppo economico e civile del nostro paese.
coordina Gaetano Savatteri
Chi sono e come staranno i nostri posteri? Le loro condizioni di vita dipenderanno da vari fattori: aspettative, norme sociali, situazione economica, accesso ai servizi pubblici, reti di protezione sociale. Su alcuni di questi aspetti si può tentare un confronto tra le varie generazioni che si sono succedute, tra quelle che vivono oggi e che vivranno nell’immediato futuro.
introduce Matteo Ploner
Pensioni eque e sostenibili possono essere costruite anche con la previdenza complementare, e non solo allungando la vita lavorativa. I progetti di APG e quelli di PensPlan aprono una nuova prospettiva di sussidiarietà.
a cura di PensPlan Centrum Spa
coordina Gianfranco Cerea
intervengono Eduard Ponds, Onno Steenbeek, Gottfried Tappeiner
È giusto che la crescita economica, raggiunta attraverso il libero mercato, sia l’obiettivo centrale della politica economica? Studi recenti sulle determinanti della “felicità” mostrano come il libero mercato, per quel che attiene almeno alla finanza, abbia fallito nel garantire quei benefici che pure aveva promesso. Quali sono allora i reali, desiderabili obiettivi della società?
introduce Massimo Gaggi
L’incontro vuole approfondire i cambiamenti che la crisi e le manovre del governo stanno attuando nel mondo delle libere professioni e come le scelte operate agiranno sul futuro delle prossime generazioni di liberi professionisti nel sistema paese.
a cura di ODCEC - Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Trento e Rovereto
coordina Enrico Franco
intervengono Aldo Bonomi, Alessandro Olivi, Claudio Siciliotti
La famiglia è l’unico luogo in cui s’incontrano tutte le generazioni e dove ognuno si sente riconosciuto in un sistema d’interscambi mobile e complesso. Negli ultimi anni, non solo sono sopraggiunte differenti configurazioni, ma anche la struttura tradizionale è mutata da quando i nonni, per motivi economici, sociali e affettivi, si collocano al centro della geometria familiare. Uno spostamento provvidenziale e al tempo stesso rischioso in quanto tende a isolare la famiglia dalla società, a ostacolare l’emancipazione dei figli e a provocare legami di dipendenza. Contraddizioni che meritano di essere individuate e analizzate.
introduce Paolo Perazzolo
L’incontro propone una riflessione e una breve analisi di policy volte a promuovere il benessere nelle diverse fasi del ciclo di vita. L’assunto di partenza è che anche le politiche possono essere terreno di scambio e costruzione di dialogo intergenerazionale.
a cura dell’Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili della Provincia autonoma di Trento
coordina Luciano Malfer
intervengono Arianna Bazzanella, Carlo Buzzi, Michele Odorizzi, Gustavo Pietropolli Charmet
Michele Pellizzari, Nicola Sartor, Antonio Schizzerotto e Claudio Siciliotti discutono i risultati di un’indagine su un vasto campione, sul ruolo esercitato dalla famiglia nell’avviamento professionale dei figli. I risultati servono per capire il sostegno oggi presente per riforme che liberalizzino i mercati riducendo i legami dinastici nel mercato del lavoro.
a cura de “lavoce.info”
ne discutono Alessandro Merli, Sandro Trento
a cura di Castelvecchi
ne discutono Alessandro Barbera, Paolo Guerrieri
a cura di Egea
Riprendendo in forma interrogativa il titolo del film di Jean-Paul Jaud, si affronterà la questione del rapporto tra generazioni alla luce dell’attuale crisi economica. L’economia tradizionale è sorda alla realtà dell’Antropocene e sacrifica le generazioni future ricorrendo all’espediente di un tasso di attualizzazione mistificatore. È urgente uscire dall’economia e costruire una società della decrescita.
introduce Eric Jozsef
Nell’ottobre del 1991 il papa va in Brasile e sottolinea con forza come la Chiesa cattolica sia contraria a qualsiasi metodo contraccettivo. Nove mesi dopo si registra un numero di nascite sorprendente. Quali sono i fattori determinanti nelle nascite non programmate e quali le conseguenze, a lungo termine, che esse hanno sui nuovi nati nei paesi in via di sviluppo? Uno studio sui primi anni di vita di quel gruppo di bambini brasiliani.
introduce Luca Rigoni
ne discute Andrea Carandini, Simone Spetia
a cura di Guanda
Osservando il mercato del lavoro dopo la recente grande crisi sulle due sponde dell’Atlantico si osserva un lento, graduale recupero negli Stati Uniti, che si contrappone ad una disastrosa paralisi e stagnazione occupazionale nell’Europa meridionale. Le politiche e le istituzioni nei diversi paesi sono in grado di spiegare queste differenze nella risposta del mercato del lavoro alla Grande Recessione?
introduce Tito Boeri
Gli spettatori presenti agli eventi acconsentono e autorizzano qualsiasi uso futuro delle eventuali riprese fotografiche, audio e video che potrebbero essere effettuate.